30 agosto 2006

QUANDO STAMPI, PENSACI...


La materia prima piú usata attualmente per la produzione di carta è il legno, la ricerca del quale ha portato molte industrie della carta a contribuire alla deforestazione. Diversi grandi produttori asiatici, per esempio la Cina, con la connivenza dei governi locali interessati hanno sistematicamente devastato la foresta pluviale per anni. Sono attualmente esposte ad eccessi di impoverimentoambientale le foreste dell'Indonesia, Malesia, Cambogia e Amazzonia.

I paesi maggiormente interessati da questo fenomeno (spesso anche connesso con attività illegali) sono Cina, Colombia, Congo, Brasile, India, Indonesia, Myanmar,Malesia, Messico, Nigeria e Thailandia, che insieme compiono più del 70% di disboscamento mondiale

Per evitare questi problemi esistono essenzialmente tre soluzioni: (1) il recupero del materiale per produrre carta riciclata, che presenta tuttavia caratteristiche che non la rendono adatta a tutte le applicazioni e il cui aspetto ne rende difficile la commrcializzazione; ma è una questione di abitudine (2) l'abbattimento esclusivo di alberi piantati allo scopo e il loro successivo reimpianto (3) sui luoghi di lavoro stampare di meno e sopratutto in modo consapevole.

Come suggerisce il mio amico Claudio nella sua e-mail:

"Before printing think about your commitment with the Environment!"

Lo spreco di carta mi ha sempre colpito in modo particolare; per questo motivo questa mattina ho appeso un cartello, nella sala stampanti dell'ufficio,per sensibilizzare tutti i fruitori ad un uso consapevole e moderato della carta.Sono curioso di vedere che fine farà e sopratutto quanto rimarrà intatto su muro.

CAT&DVD

23 agosto 2006

HOTEL RWANDA

Ieri sera con CAT abbiamo visto il film Hotel Rwanda.

Il genocidio ruandese fu uno dei più sanguinosi episodi della storia del XX secolo. A partire dall'aprile del 1994 e nel corso di poco più di tre mesi venneromassacrate sistematicamente a colpi di armi da fuoco, machete e bastoni chiodati, circa un milione di persone.

Le vittime furono in massima parte di etnia Tutsi, uccise dagli appartenenti all'etnia Hutu, maggioritaria.

Le divisioni etniche del paese sono state opera principalmente del dominio coloniale europeo, prima tedesco e poi belga, che iniziò a dividere le persone con l'introduzione della carta d'identità etnica e favorire quelli che consideravano più ricchi e di diversa origine: i Tutsi. In realtà Tutsi e Hutu fanno parte dello stesso ceppo etnico culturale Bantu e parlano la stessa lingua. Il genocidio terminò con la vittoria nel luglio del 1994 del RPF, Fronte Patriottico Ruandese.

Il massacro non avvenne per mezzo di bombe o mitragliatrici, ma principalmente con il più rudimentale ma altrettanto efficace machete e con terribili bastoni chiodati, fatti importare per l'occasione dalla Cina.

"Nonostante i diversi rapporti presentati alla Commissione per i Diritti Umani dell'ONU, il Consiglio di Sicurezza, a causa del veto USA, non riconosce il genocidio in Ruanda".

E qui mi fermo...

CAT&DVD

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_ruandese

08 agosto 2006

PICCOLI OPERAI


Bambini lavoratori sistemano mattoni in una fabbrica nella città indiana di Allahabad. L'India, paese con il più alto tasso di lavoro minorile al mondo, ha emanato una legge che vieta l'impiego di minori di 14 anni nei lavori domestici e in alberghi, caffetterie, negozi di thé. La norma sarà attiva dal 10 ottobre. La pena per chi non rispetterà questa legge sarà la detenzione da tre mesi a due anni e pesanti pene pecuniarie. I bambini vengono prelevati soprattutto dai villaggi poveri e piazzati nelle grandi città. Molte associazioni di volontariato sono convinte che dietro ci sia un vero e proprio commercio. La vecchia legge vietava il lavoro minorile solo in settori pericolosi, come quello chimico o nella produzione di «bidi», le classiche sottili sigarette indiane. Non tutti però applaudono alla nuova legge: molti contestano il fatto che il bando aumenterà la povertà e soprattutto spingerà questi bambini al lavoro nero nei settori già loro vietati, dove il governo non effettua molti controlli.

Io mi chiedo: chi ha ragione?

CAT&DVD

Fonte: www.corriere.it

31 luglio 2006

LA STRAGE di CANA


"Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario"
Primo Levi

"Noi viviamo molto vicini.
Quindi il nostro scopo della vita è aiutare gli altri.
E se non potete aiutarli, almeno non fate loro del male."
Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama

CAT&DVD

Foto: (AFP) www.corriere.it

20 luglio 2006

LA FAME NON ATTENDE
1996: 834 milioni di persone vanno a dormire a stomaco vuoto.
2006: 852 milioni di persone vanno a dormire a stomaco vuoto.


Che cosa è cambiato? 18 milioni di persone affamate in più rispetto al 1996!
Che cosa hanno fatto i governi e le istituzioni negli ultimi 10 anni per combattere la fame?
Anticipando la Revisione del Piano d'Azione del Vertice Mondiale dell'Alimentazione che si terrà a Roma dal 18 al 22 settembre 2006, ActionAid International vuole riportare in primo piano il problema della fame e la questione agricola globale, denunciando l'insufficiente impegno politico e finanziario dei governi nazionali e della comunità internazionale negli ultimi dieci anni.

Ho scritto ad ActionAid International la seguente e-mail.
Forse pubblicherò la loro risposta...

Sono un vostro sostenitore (adozione a distanza di una bambina nepalese) e come tale mi tengo informato sulle attività dell’organizzazione tramite il sito. Recentemente mi ha colpito la campagna “Che state a FAO” evidenziata nell’apposito banner e descritta nella sezione “campagne”. Ho sottoscritto e firmato la cartolina sul sito dedicato, tuttavia la mia curiosità è sopratutto la perplessità, scaturita da uno degli attori, mi ha invogliato a leggere con cura ed attenzione le motivazioni di questa campagna. La lettura non ha dissipato le perplessità ed i dubbi che ho cercato quindi di colmare mediante la rete (internet). Mi permetto quindi di sottoporvi alcuni punti sui quali avrei piacere di conoscere il vostro punto di vista e sui quali poter intavolare una civile e pacifica discussione. Le frasi citate tra virgolette sono riprese dai siti indicati tra le parantesi.

Punto 1
“ActionAid International denuncia l’insufficiente impegno politico e finanziario degli ultimi dieci anni da parte dei governi e della comunità internazionale (http://www.chestateafao.it)”.

Perchè ActionAid International non denuncia anche e sopratutto il malgoverno della FAO?
E’ cosa notoria che questa organizzazione dell’ONU perpetra degli sprechi immondi a discapito proprio delle popolazioni che dovrebbe invece sostenere. Non sono frasi fatte ripetute in modo meccanico e passivo. Consultando un qualsiasi motore di ricerca ed inserendo le parole “stipendi FAO” non sono pochi i siti nei quali si trovano le informazioni che vi propongo di seguito.

“Nel 2002 rimproveravo alla Fao di far fuori, “per mantenere 4.300 dipendenti e 3.600 consulenti, la metà dei suoi fondi”; oggi apprendo che il suo direttore generale, Diouf, in pochi anni ha ulteriormente aumentato lo staff, pur avendo promesso, al momento della nomina (1994) “di ridurre i costi del personale e la burocrazia interna. E mi sdegno. [...] Sono 60 anni che i signori della Fao ci dicono che “il problema della denutrizione è drammatico” ed intanto spendono e spandono in generosi stipendi ed altrettanto abbondanti colazioni di lavoro. Così rischiano d’inculcare nella gente, se non l’indifferenza, almeno la convinzione che sia inutile contribuire ad alleviarla – insieme alle altre collegabili a disastri naturali - con donazioni “che non si sa in che tasca vanno a finire (http://www.mclink.it/com/inform/art/art_05/05n21823.htm)”.

“Ebbene i funzionari della FAO ci hanno chiesto come facciamo a spendere l'80% dei fondi per i progetti e 20% per le spese ordinarie quando per la stessa FAO è proprio il contrario: 20% ai progetti e 80% per i costi di gestione. Dipende dagli stipendi, ha risposto qualcuno... (http://www.unmondopossibile.net/articolo/art0130.htm)”

Punto 2
“Dal 18 al 22 settembre 2006 vi sarà l’occasione per riflettere sulle responsabilità politiche dei governi membri della FAO! In quei giorni nel palazzo della FAO a Roma si terrà infatti la revisione del Piano d’Azione del Vertice Mondiale sull’Alimentazione (http://www.chestateafao.it)”.

Perchè ActionAid International non coglie questa occasione per puntare il dito sugli sprechi di che derivano da questi incontri?

“Nello stesso anno [2002] mi ero irritato a “leggere i menu di quei signori che a Roma per 3 ore parlano di fame altrui per poi alleviare la propria con aragosta e foie gras, filetto d’oca e brasato”. Nel 2000 mi ero scandalizzato ad appurare che il Summit di Johannesburg aveva prodotto 70 tonnellate di spazzatura “e speso 50 milioni di euro, pari al debito medio di un Paese africano... a 5 Km dal ghetto di Alexandra ove 400.000 neri, il 70% dei quali affetto dall’Aids, vivono senza acqua e senza luce, hanno per “toilette” un buco nella terra e seppelliscono in un anno il 10% dei loro neonati”. Non è così che si aiuta il Terzo Mondo (http://www.mclink.it/com/inform/art/art_05/05n21823.htm)”.

Punto 3
"Che state a FAO?" vuole fare chiarezza sulle responsabilità dei governi, sui loro impegni, sulle promesse non rispettate, sui progressi e sui fallimenti nella lotta alla fame; chiarezza sul ruolo cruciale della FAO, che dovrebbe essere più efficace a stimolare i governi perché facciano la propria parte fino in fondo e tengano fede agli impegni presi di fronte alla comunità internazionale (http://www.chestateafao.it)”.

Perchè ActionAid International non chiede alla FAO di fare chiarezza sull’operato piuttosto che sul ruolo? Quanto evidenziato nei diversi articoli sono dicerie oppure è la realtà dei fatti?
Il ruolo cruciale della FAO, sempre che se ne riconosca e ne sia comprovata l’utilità, è scritto nero su bianco e non deve essere chiarito nuovamente. Indubbiamente i goverdi devono fare la propria parte fino in fondo ma la FAO non è da meno! Il suo ruolo dovrebbe essere semplicemente e senza mezzi termini quello di rispettare il suo mandato: “combattere la fame nel mondo con il miglioramento dei livelli nutrizionali, promuovere l’aumento della produttività agricola e il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni rurali dei paesi del Sud del mondo garantendo una quantità adeguata e una buona qualità nutrizionale degli aliment”.

Punto 4
"Che state a FAO?" è la domanda che ActionAid rivolgerà ai partecipanti del Forum di Revisione del Piano d’Azione il 19 settembre 2006 (http://www.chestateafao.it)”.

Questo mi pare un buon inizio. Mi aspetto che la risposta, carte alla mano, venga divulgata nel sito ma sopratutto verificata in modo puntuale e costante nel tempo.

Punto 5
“ActionAid International dà il proprio sostegno alla FAO nella realizzazione degli obiettivi dettati dal suo mandato e chiede all’Italia e a tutti i governi di agire per rispettare gli impegni presi con il Piano d’Azione del Vertice Mondiale sull’Alimentazione del 1996 e con la Dichiarazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio del 2000 (http://www.chestateafao.it)”.

ActionAid International sostiene anche gli sprechi e gli sperperi della FAO? Perchè ActionAid International non chiede alla FAO di rispettare i suoi impegni?

Punto 6
“La creazione di organismi preposti al monitoraggio che siano forti, trasparenti e partecipativi è l’unica possibilità di spingere i governi a mantenere le loro promesse. Tali organismi hanno il compito di monitorare l’aiuto dei governi donatori e delle istituzioni multilaterali in termini di quantità e qualità. In particolare, meccanismi di monitoraggio adeguati dovrebbero controllare l’implementazione del Piano d’Azione a livello nazionale (http://www.chestateafao.it)”.

Perchè ActionAid International non promuove la creazione di organismi preposti al monitoraggio del mandato e delle azioni intraprese dalla FAO?

Concludo dicendo che quanto scritto non è e non vuole essere una provocazione e tentomento un’accusa all’operato di ActionAid International che sostengo, stimo e promuovo.
Credo però di avere il diritto di chiedere informazioni su scelte che vi vedono promotori anche a nome delle persone che credono e sostengono il vostro operato.

Grazie mille.

Nell’attesa di una vostra risposta Vogliate gradire i miei distinti saluti.

CAT&DVD

13 luglio 2006

HAPPY PLANET INDEX

E' notizia di oggi che la nazione più felice al mondo è l'arcipelago Vanatu. Si trova nel sud dell'Oceano Pacifico, è abitato da poco più di duecentomila abitanti e la sua economia è basata sull'agricoltura e sul turismo. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite è inferiore a tremila dollari (2,359.94 €).

L'indice ottenuto dalla New Economics Foundation (HPI), che ha curato questa ricerca, "è frutto di un'indagine che ha messo a confronto le risorse utilizzate da un dato Paese con l'aspettativa di vita e la felicità dei suoi abitanti". La cosa sorprendente "è che alti livelli di consumismo non producono necessariamente altrettanto alti livelli di benessere (inteso come soddisfazione in relazione alla propria esistenza), e che è possibile avere al contrario una vita felice anche se frugale".

"E' possibile avere una vita felice anche se frugale". Ho avuto la fortuna di "toccare" con mano questa verità nel corso di alcuni viaggi; mi sono divertito dunque ad estrapolare dalla classifica i paesi che ho visitato ottenendo questa sorprendente e tutto sommato veritiera conferma:

1 Vanuatu 68.2

31 China 56.0

37 Morocco 54.4

54 Nepal 50.0

66 Italia 48.3

81 Germany 43.8

87 Spain 43.0

88 Hong Kong 42.9

95 Japan 41.7

98 Turkey 41.4

129 France 36.4

136 Portugal 34.8

Non contento ho calcolato tramite sito il mio Happy Planet Index per sapere quando sono felice ma sopratutto a quale prezzo per l'ambiente.

Traget: 83.0

Davide: 69.3

Italia: 48.3

Media: 42.7

Ho scoperto così che il mio HPI è superiore alla media mondiale ed alla media del mio paese, dimostrazione che tutto sommato malgrado le frequenti lamentele mi ci trovo bene, ma ben al di sotto del valore da raggiungere. Devo dunque migliorare la salute ed il benessere oppure ridurre l'impatto ambientale. Ritengo quest'ultimo suggerimento più doveroso ed utile rispetto ai primi due già raggiunti in modo soddisfacente.

La conferma mi arriva dal calcolo della mia "orma ecologica" pari a 3.04 ettari globali, equivalente alla media di paesi quali la Malesia, le Barbados o la Libia. Al momento stò utilizzando da 1,5 a 3 volte la mia parte delle risorse del pienata evidenziando un consumo eccessivo ed uno stile di vita non del tutto impeccabile. Non mi consola sapere che la media è di 5.15 e che rientro comunque in un importo tipico delle popolazioni di molti paesi industrializzati.

La "salvezza" mi viene dai sette suggerimenti ricevuti per ridurre la mia "orma ecologica".

Sono sollevato.

Questa sera potrò andare al cinema con lo scooter senza rinunciare alla pizza ed al gelato...

CAT&DVD

Nota: nella classifica Vanatu è messo come riferimento

Fonte:

http://www.corriere.it

http://www.happyplanetindex.org/



10 luglio 2006

CAMPIONI del MONDO

1934
1938
1982
2006

I Veggenti

Franz Beckenbauer: "Questa è la cosa [lo scandalo del calcio italiano] più grave che si sia mai vista nel calcio mondiale. L'Italia pagherà in campo, ai Mondiali, il peso psicologico di queste vicende. Fino a qualche tempo fa - dice- l'Italia era tra le grandi favorite per il titolo. Gli azzurri hanno un gran gruppo e possono contare su un tecnico bravo e preparato come Marcello Lippi. Adesso, però, la situazione è diversa: sono sicuro che questo caos sarà dannoso per l'Italia. I giocatori avranno la testa altrove. Questo scandalo è enorme e li condizionerà. Non si può far finta di nulla".

Michel Platini: "l'Italia dovrà aspettare fino al 2030 per battere la Francia."

CAT&DVD